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Pesca alla Tonnara di Camogli

La tonnara di Camogli è fra le più antiche delle poche ancora esistenti in Italia.
4914_1125780359097_1664811442_347178_4946907_nImpiega tre barche : la prima, la più grande, detta “poltrona “, rimane sempre ancorata alla rete; la seconda, detta “asino “, va avanti e indietro dal porto di Camogli tre volte al giorno, portandosi a rimorchio una barca più piccola senza motore, chiamata “vedetta”, perché è la barca usata dal capoguardia per controllare se ci sono pesci nella camera della morte e se vale la pena di effettuare la ” levata “. La rete viene sollevata dai pescatori che stanno sulla poltrona e il pescato viene caricato sull’asino. A Camogli non si effettua la mattanza, come si usa nelle altre tonnare.
La rete della tonnara è fatta di filetto di cocco che viene importato ogni anno dall’India in grosse balle. Durante l’inverno sono i pescatori stessi a cucire la rete in due magazzini, dove pazientemente mettono insieme il grande impianto.
4914_1125780639104_1664811442_347185_3254494_nA Marzo, sul molo di Camogli, appare la rete finita che viene tesa lungo il muraglione e sul molo stesso, e tutti i giorni i pescatori si riuniscono per assemblare i vari pezzi, collegandoli ai cavi.
Questa è la storia della tonnarella di Camogli, un retaggio del passato proiettato verso il futuro, anche se questo è molto incerto, perché ogni anno diventa sempre più difficile trovare giovani che si adattino a questo faticoso lavoro, mentre i più anziani, che la portano avanti con determinazione, dovranno prima o poi ritirarsi: e allora cosa ne sarà della nostra tonnara ? La tonnara in se 4914_1125781599128_1664811442_347208_3378263_nstessa non è più molto remunerativa e si continua a calarla forse solo per tenere in piedi una tradizione piuttosto che per un motivo commerciale. Arriverà il giorno in cui qualcuno deciderà che non è più possibile sostenere quest’onere e allora anch’esso finirà, e un altro pezzo di storia della nostra città se ne andrà per sempre.

Testo e Foto di Alessandra Tommei.

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