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Kids From The World

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Se è vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima, è pur vero che alcuni racchiudono, celati in molecole d’acqua, infiniti universi, più o meno luminosi, più o meno oscuri. Questi occhi, in alcuni casi, sono trasparenti come laghi di montagna in una giornata estiva, specchi di granitici profili ricoperti da un manto nevoso, che riverberano tutto intorno luminosità e tranquillità. Questi occhi, in altri casi, sono profondi come abissi marini, in cui non puoi che perderti per la completa oscurità che pervade l’atmosfera.

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In ogni caso questi occhi sono talmente intensi da penetrarti dentro, da scavarti nell’anima, grattando via con le unghie tutti i muri di superficialità ed esteriorità che nel corso negli anni hai costruito, edificandoli mattone dopo mattone. Questi occhi, pieni di aspettative e di sogni, ti fissano, ti scrutano dentro, risalgono la corrente fino al tuo pensare, fino al tuo sentire e ti spogliano, in un attimo, delle tue convinzioni e delle tue certezze, ma soprattutto delle tue priorità. Occhi sempre sorridenti, sempre vivi, sempre radiosi: ci sarebbe da chiedersi il perché, guardandosi intorno! Questi occhi, nel corso dei miei viaggi, mi hanno segnato. Nel corso dei viaggi di chi si presenta a casa loro e bussa alla loro porta abbigliato da Paperon de’ Paperoni, pur indossando semplicemente canottiera, calzoncini e scarpe da ginnastica.

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Questi occhi mi hanno segnato: hanno trovato un pertugio, si sono insinuati e hanno percorso in lungo e in largo i più reconditi anfratti della mia anima. Con questa piccola galleria voglio regalare anche a voi un po’ di quei laghi di montagna e di quegli abissi marini, dove perdersi o, talvolta, ritrovarsi.

Testo e Foto di Micaela Conterio

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