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“IMPRIGIOnata”

Imprigionata1 Cos’è la Libertà? Cosa significa “Essere Liberi”? Riusciremo  mai ad esserlo    veramente?
Sono anni che mi pongo queste domande e, come me, credo  che se le pongano in  molti.
Con questa serie di autoscatti ho voluto affrontare  l’argomento, cercando con essi di  comunicare che nel mondo  ci sono persone che vengono imprigionate, torturate,    umiliate.
In simili circostanze non si viene più considerati persone, ma  esseri da distruggere.
Mi  fa star male pensare che altri esseri umani riescano a far  sentire tanto inutile un  proprio  simile… Come può essere  possibile? Come si fa a provar piacere nel vedere  soffrire una  persona? Cosa spinge a tali comportamenti?
Di esempi di questo tipo ne è piena la storia, ma non solo:  purtroppo ancora oggi  molte vittime si ritrovano a vivere in prima persona situazioni del genere.Imprigionata2 Più spesso di quanto noi pensiamo. Ovunque.
La lotta al “diverso” è ancora forte: “diverso” per  etnia, religione, idee politiche, orientamento sessuale…

E’ impressionante che nel 2009 esista ancora questo atteggiamento, perché non capiamo che è totalmente
INUTILE ?
Che non è legando, frustando, torturando le  persone che si riesce a cambiare le loro idee?  Perché un’idea è forte, resiste a qualsiasi male fisico, sopravvive perfino alla morte.
Ho voluto non solo soffermarmi sulla prigionia intesa come Fisica, ma anche su quella Mentale.
Siamo Imprigionati da molte “corde” e “catene”, non reali, ma che ci negano la libertà, ci sono, le sentiamo. Ci stringono, ci fanno male, ci legano a cose e persone con cui non ci sentiamo noi stessi,  eppure rimaniamo legati e vincolati a loro, tenendo la bocca chiusa, per un solo motivo: PAURA.
Siamo schiavi del denaro, del lavoro, di un/una partner geloso/a e possessivo/a, di genitori che vogliono dirigere la vita dei figli. Molte sarebbero le “corde” da elencare, per ogni persona ce n’è una differente: creano dei blocchi comportamentali che ci fanno soffrire, cadere in depressione, pensare alla morte come unica via di Liberazione…

Quando ci rendiamo conto che vivere così non ci fa bene, ricorriamo a psicologi e farmaci, quando invece la miglior “cura” siamo noi stessi.

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Certamente questi aiuti esterni portano più in fretta ad una risoluzione, ma creano inevitabilmente altre catene.
Imprigionata6 La dipendenza da farmaci diventa “corda” tanto  quanto la  droga,  altera il nostro  modo di essere.
Parlare, magari per anni, con un terapeuta, ha senso solo se è  un  aiuto al parlare con  noi stessi più profondamente: non  credo che le  soluzioni per i nostri problemi  possano venire  solo dall’esterno.
Anche la politica può essere “catena”: è insopportabile  quando al  governo ci  sono  persone che impediscono la  libertà di espressione e  puntano ad un controllo sulla    popolazione, come se mettessero la  Libertà sullo stesso piano  del Caos più totale.
Se mi guardo intorno, vedo anche persone, soprattutto nelle  nuove generazioni,  che  riescono a divertirsi e sentirsi libere  esclusivamente ubriacandosi e utilizzando  sostanze  stupefacenti. Non sono contraria per principio a questo tipo di  sostanze, ma  non devono diventare un’ulteriore catena tra le già tante che ci legano.
Certamente, mi rendo conto che non è così facile buttare via le “corde”, io stessa ne sono prigioniera, ma quello che mi chiedo è:  riusciremo mai ad Essere veramente  Liberi? Riusciremo un  giorno a liberarci da tutto ciò che ci lega?

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Io vorrei provarci. Io  vorrei  sentirmi  LIBERA.

Quanti di Voi lo  vorrebbero?

Ringrazio  enormemente  Nicoletta Momberto  che mi ha  aiutato nella  realizzazione di  questa performance artistica e le  persone  che mi hanno  appoggiato in questo  progetto. Voglio  precisare che la  “messa  in scena” di questi autoscatti  non  vuole istigare alla violenza,  alla quale  sono assolutamente  contraria, ma piuttosto fare  riflettere  sulla condizione  dell’uomo nella società del secondo millennio, che a  dispetto della sua evoluzione, per certi aspetti è rimasta immutata come nel Medioevo. Inoltre voglio precisare che il  sangue utilizzato è  assolutamente  artificiale.

Per visualizzare la galleria completa delle foto cliccare su questo link:    http://cpedratscherphoto.carbonmade.com/

Foto e Testo di Cristina Pedratscher.

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